QUOTA102? Il Governo ci pensa – pensioni a 64 anni con 38 di contributi

By 13 Gennaio 2020News
Quota 102

Il Governo sta pensando a Quota 102, pensioni a 64 anni con 38 anni di contributi

Alla fine del 2021 il periodo di sperimentazione per l’anticipo pensionistico di Quota 100 terminerà.
Rimane fuori, da questa opportunità di uscita anticipata dal lavoro, chi compie 62 anni o matura i 38 di contributi a gennaio 2020. Considerando che da gennaio 2022 non potrà più essere applicata Quota 100, il Governo sta pensando a Quota 102, ovvero pensioni a 64 anni con 38 anni di contributi.

È stata esclusa totalmente l’idea di rinnovare la manovra Quota 100.
Per introdurre maggiore flessibilità nella previdenza ed evitare ingiustizie, il Governo sembra confluire su una nuova soglia anagrafica(innalzamento del requisito anagrafico a 64 anni).
Una soluzione alternativa che servirebbe a rendere il più indolore possibile la fine della sperimentazione triennale di Quota 100.

I lavoratori che rimangono fuori Quota 100 per pochissimo dovranno quindi attendere di raggiungere 67 anni e 3 mesi di età oppure maturare 42 anni e 10 mesi di contributi.
Questa combinazione di date ha validità soltanto fino al 2026, successivamente si tornerà alla Legge Fornero con i famosi 43 anni e 6 mesi per gli uomini e uno in meno per le donne.

Cos’è la Quota 102?

Quota 102 è una misura che permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione con 64 anni di età e almeno 38 di contributi. Chi sceglie di andare in pensione anticipatamente con la quota 102 dovrebbe accettare un ricalcolo completamente contributivo della pensione, che però può portare a una riduzione dell’assegno pensionistico anche del 20-30%.

Quota 100 è stata finanziata interamente in deficit e non ha portato i risultati economici che erano stati indicati e che ci si aspettava. Anzi in alcuni settori ne hanno molto risentito, come quello medico o scolastico dove ha prodotto dei buchi nel personale.

Valutare la misura Quota 102 significherebbe anche abbassare i costi annui per lo Stato, ottenendo un risparmio notevole. Si parla di 2,5 miliardi di euro di costi per anno, una spesa molto inferiore di Quota 100. Questo risparmio potrebbe portare nuove a assunzioni?