ALLARME PENSIONI: TROPPI POSTI VACANTI

By 29 Agosto 2019 News, TFS
foto di medico, infermiera e insegnante

Allarme pensioni, con Quota 100 troppi posti vacanti

Un primo bilancio dei pensionamenti Quota 100 nella Pubblica Amministrazione fa emergere un problema: più di 10.000 dipendenti pubblici andranno in pensione questo mese e si raggiungerà la quota di 27mila a Settembre.

Otto domande su dieci per L’usita anticipata Quota 100 arrivano da Enti Pubblici e Sanità.
Più del 50% delle richieste (raggiungendo il criterio di 62 anni di età e 38 anni di contribuzione) provengono da comuni, regioni e province. Il 22% di richieste per la Sanità, i più interessati sono Medici, Infermieri, Tecnici e Veterinari. A Settembre però si aggiungerà il reparto Scuola, le domande presentate sono quasi 17.000.

Saranno, quindi, molti i posti di lavoro pronti per il tournover, per far entrare nel mondo del lavoro le nuove generazioni. I consulenti del lavoro però lanciano l’allarme.
Solo un posto di lavoro su tre verrà occupato da nuovo personale, gli altri rimarranno vacanti..
La Pubblica Amministrazione già di molto sotto organico, si trova ad affrontare una situazione di grave difficoltà che potrà solo peggiorare con i pensionamenti Quota 100.

La situazione non appare migliore nella Scuola, anzi si stima che un insegnante su cinque sarà precario.
Saranno 170.000 supplenti su un totale di 844.000 cattedre.

Nel prossimo triennio 2019/2021 tutti i dirigenti medici del Servizio Sanitario Nazionale (nati tra il 1954 e il 1959) potrebbero potenzialmente andare in pensione. Il numero dei medici interessati ammonta a 38.000 su un totale di 105.000.

Le uscite per i prossimi 3 anni però sembrano essere minori rispetto a quelle previste, 8mila medici all’anno.
Questa incoerenza di dati, tra previsioni e realtà, è dovuto al fatto che il sistema Quota 100 pone molte limitazioni.

La preoccupazione come sempre, guarda  a tutti questi medici che andando in pensione lasceranno il posto vuoto.
Si spera che le uscite vengano compensate da celeri assunzioni, così da non gravare ulteriormente su un sistema Sanitario già molto affaticato.

Chi ci rimette sono sempre i cittadini, che usufruiscono tutti i giorni dei servizi quali la Pubblica Amministrazione, la Scuola e la Sanità.