Errori bonus edilizi 2026: rischi di perdere migliaia di euro

Ogni anno migliaia di contribuenti perdono parte delle detrazioni fiscali a causa di banali ma gravissimi errori bonus edilizi. Anche nel 2026 la situazione non cambia: nonostante le procedure per il Bonus Ristrutturazioni e per l’Ecobonus siano ormai note, nella pratica quotidiana continuano a verificarsi sbagli che costano caro.

Non si tratta di semplici dimenticanze. Gli errori bonus edilizi possono comportare la restituzione di somme già detratte, sanzioni fino al 70% dell’imposta dovuta e interessi di mora. In alcuni casi, bastano pochi giorni di ritardo o una causale compilata male per perdere migliaia di euro.

Vediamo quali sono gli errori bonus edilizi più comuni da evitare nel 2026.

1. Usare il bonifico sbagliato: l’errore più pericoloso

Tra gli errori bonus edilizi più diffusi c’è l’utilizzo del bonifico ordinario al posto del bonifico parlante. Può sembrare una formalità, ma non lo è affatto.

Il bonifico parlante è l’unico pagamento valido per ottenere le detrazioni fiscali edilizie. Deve contenere:

  • Riferimento normativo della detrazione

  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione

  • Partita IVA o codice fiscale dell’impresa

Inoltre, attiva automaticamente la ritenuta d’acconto dell’8% a carico dell’impresa esecutrice.

Se si utilizza un bonifico ordinario, l’Agenzia delle Entrate può contestare l’intera detrazione. E attenzione: questo è uno degli errori bonus edilizi che non possono essere corretti dopo il pagamento. Una volta eseguito il bonifico, la data e la modalità restano definitive.

2. Pagamenti misti o in contanti: detrazione solo parziale

Un altro grave errore bonus edilizi è pagare solo una parte dell’intervento con bonifico parlante e il resto con modalità non tracciabili.

Succede spesso quando:

  • Il fornitore propone uno sconto per pagamento in contanti

  • Si versa un acconto con bonifico corretto ma il saldo con assegno

  • Si utilizza la carta di credito per comodità

La regola è semplice: ogni euro della spesa detraibile deve essere pagato con bonifico parlante. In caso contrario, la detrazione viene riconosciuta solo sulla quota correttamente tracciata. Il resto è perso definitivamente.

Tra gli errori bonus edilizi, questo è particolarmente insidioso perché molti contribuenti credono che basti pagare “almeno una parte” in modo corretto. Non è così.

3. Confondere abitazione principale e seconda casa

Nel 2026 continuerà a essere fondamentale distinguere tra abitazione principale e seconda casa. Uno degli errori bonus edilizi più costosi è richiedere la detrazione al 50% per un immobile che non è abitazione principale.

Per abitazione principale si intende l’immobile in cui si ha:

  • Residenza anagrafica

  • Dimora abituale

Non basta possedere l’immobile o soggiornarvi occasionalmente.

Se in sede di controllo emerge che l’immobile non era abitazione principale, la detrazione viene ridotta al 36%. La differenza va restituita con sanzioni e interessi. Un errore che può tradursi in migliaia di euro da rimborsare.

Tra gli errori bonus edilizi, questo è spesso legato a una semplice mancata verifica del certificato di residenza.

4. Ritardo nella comunicazione ENEA: detrazione persa

Per l’Ecobonus, la trasmissione della pratica ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori è obbligatoria. Eppure, uno degli errori bonus edilizi più frequenti è proprio sbagliare questa scadenza.

Molti contribuenti confondono:

  • Data fine lavori

  • Data di emissione fattura

  • Data di saldo

Il termine decorre esclusivamente dalla fine effettiva dei lavori, non dal pagamento.

Se la comunicazione viene inviata anche solo un giorno dopo i 90 previsti, la detrazione viene completamente persa. Non esiste ravvedimento operoso né sanatoria.

Questo è uno degli errori bonus edilizi più devastanti perché colpisce anche chi ha pagato correttamente e conservato tutta la documentazione.

5. Non conservare i documenti per 10 anni

Tra gli errori bonus edilizi meno considerati ma potenzialmente fatali c’è la cattiva conservazione dei documenti.

Devono essere custoditi per almeno 10 anni:

  • Fatture

  • Ricevute dei bonifici parlanti

  • Certificazioni tecniche

  • Comunicazione ENEA

  • Titoli abilitativi

L’onere della prova è sempre a carico del contribuente. Se anche un solo documento risulta mancante o illeggibile, l’Agenzia delle Entrate può disconoscere l’intera detrazione.

File digitali corrotti, backup inesistenti o documenti cartacei smarriti rientrano tra gli errori bonus edilizi più sottovalutati ma estremamente rischiosi.

Perché gli errori bonus edilizi sono così pericolosi nel 2026?

Nel 2026 i controlli fiscali saranno sempre più digitalizzati e incrociati. Questo significa che gli errori bonus edilizi verranno intercettati con maggiore facilità.

Un semplice errore formale può trasformarsi in:

  • Recupero delle somme già detratte

  • Sanzione fino al 70%

  • Interessi di mora

  • Accertamento fiscale

Parliamo spesso di importi superiori ai 5.000 o 10.000 euro complessivi.

Come evitare gli errori bonus edilizi

Per evitare errori bonus edilizi nel 2026 è fondamentale:

  1. Verificare sempre la modalità di pagamento prima di effettuare il bonifico

  2. Pagare ogni importo solo con bonifico parlante

  3. Controllare la residenza anagrafica prima di richiedere il 50%

  4. Segnare subito la scadenza ENEA a 80 giorni dalla fine lavori

  5. Archiviare digitalmente e fisicamente tutta la documentazione

Un piccolo controllo preventivo può evitare un danno economico enorme.

Conclusione

Gli errori bonus edilizi non sono semplici distrazioni: sono trappole fiscali che possono azzerare il risparmio ottenuto con le detrazioni.

Nel 2026 sarà ancora più importante prestare attenzione a ogni dettaglio burocratico. Perché quando si parla di bonus edilizi, basta un errore per perdere tutto.