Paolo, poliziotto di 45 anni, dipendente dal 1997 ha bisogno di un prestito di 20.000€, è da solo e non possiede alcun immobile.

Le offerte sono centinaia: banche, società finanziarie, agenti, mediatori, ognuno pubblicizza un prodotto: chi il prestito personale, chi il mutuo, chi la cessione del quinto dello stipendio.

cessione del quintoPaolo chiama un suo collega che in passato ha fatto quest’ultima e chiede consiglio: “Mi sono imbattuto in alcune società che propongono la cessione del quinto… Tu che mi dici?”
Il collega: “stai attento che ti fregano!”
“Perché?”
“Io in passato avevo bisogno di un prestito, mi sono rivolto ad una società che ora non esiste più e, pensando di sottoscrivere un finanziamento con bollettini postali, mi sono invece ritrovato la trattenuta in busta paga. Il tasso poi era abbastanza alto. Inoltre io volevo fare una rata di 400€ e invece me l’hanno fatta di 300… Insomma mi sono trovato male.”

Quindi cosa possiamo dire a Paolo? “Tutto vero”.

Ma bisogna spiegare bene come stanno le cose.

La cessione del quinto dello stipendio è un prestito rivolto ai dipendenti privati (soprattutto quelli che lavorano in aziende con più di 16 dipendenti), pubblici, statali e pensionati e la rata massima che il cliente può pagare è di 1/5 del suo stipendio netto (probabilmente il collega di Paolo aveva uno stipendio netto di 1.500€).

A differenza delle altre tipologie di finanziamenti il cliente restituisce il debito con una trattenuta sulla busta paga o sulla pensione e la banca erogatrice viene ripagata direttamente dall’amministrazione di appartenenza. Questo è il punto più importante: il sistema della trattenuta in busta paga fa si che le banche eroghino il finanziamento anche a chi sia stato segnalato in Crif, a chi abbia ritardi di pagamenti o in alcuni casi anche a chi abbia dei pignoramenti in corso.

Per questo motivo in un momento di crisi come questo la cessione del quinto è molto utilizzata e richiesta ed è un valido strumento per consolidare situazione di debiti o rate troppo gravose, inoltre compresa nella rata è prevista una duplice assicurazione rischio vita e rischio impiego, nel caso il dipendente perda il lavoro (nel caso del pensionato no), a favore dell’istituto finanziatore, comunque nel caso il cliente si licenzi o perda il lavoro la garanzia della banca sta nel TFR che servirà per coprire tutto o una parte del debito.

Paolo potrebbe dire: “Ok ok questa è tutta la pappardella tecnica… ma il tasso?”

Oggi il tasso d’interesse della cessione del quinto (che non è un prestito finalizzato ed è firma singola) è molto conveniente soprattutto per le categorie di dipendenti statali come: polizia, polizia penitenziaria, carabinieri, insegnanti, esercito, dipendenti pubblici comunali, ospedalieri ecc.
In questi casi il Taeg, tasso annuo effettivo globale, è concorrenziale se non più basso di un prestito personale (spesso con garante). Inoltre oggi nel momento in cui si rinnova o si chiude anticipatamente, le banche e le assicurazioni sono obbligate a rimborsare il cliente per la parte di commissioni e interessi “non maturate”, di conseguenza il prodotto è molto conveniente.

L’importante è valutare molto bene le proposte che ti vengono fatte e prima di firmare un contratto controllare che la Finanziaria sia iscritta a Banca d’Italia e l’agente o mediatore con cui ti incontri sia necessariamente iscritto all’albo OAM con tanto di numeriche che gli permetta di operare.

Non ci resta che augurare buona scelta al nostro Paolo!

Alessandro Sartoretto

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