Contenuto dell'articolo
- Ricchezza famiglie italiane: ecco perché la verità fa paura
- Un patrimonio enorme in Europa: e l’Italia resta tra i big
- Cos’è davvero la “ricchezza netta” e perché conta
- Pochi debiti: il vero vantaggio delle famiglie italiane
- Il peso delle case nella ricchezza: forza o fragilità?
- Depositi, liquidità e investimenti: come si muovono gli italiani
- Mutui e tassi: il rischio torna a farsi sentire?
- Conclusione: ricchi sulla carta, ma quanto durerà?
Ricchezza famiglie italiane: ecco perché la verità fa paura
Negli ultimi mesi si parla spesso di crisi, rincari, stipendi fermi e famiglie sempre più in difficoltà. Eppure, dietro la narrazione quotidiana fatta di bollette, mutui e spese fuori controllo, emerge un dato che in molti non si aspettano: la ricchezza famiglie italiane è ancora tra le più solide d’Europa.
A dirlo non è un’opinione, ma uno studio basato sui dati della Banca Centrale Europea e rielaborato dall’Associazione Bancaria Italiana (Abi), che fotografa una situazione molto più “complessa” di quanto sembri. Perché se è vero che molte famiglie faticano ad arrivare a fine mese, è altrettanto vero che nel complesso la ricchezza famiglie italiane continua ad avere una base patrimoniale robusta, soprattutto grazie alle case di proprietà e a un livello di debiti più basso rispetto ad altri Paesi.
Ma attenzione: questa apparente solidità potrebbe nascondere un rischio. E i segnali stanno diventando sempre più chiari.
Un patrimonio enorme in Europa: e l’Italia resta tra i big
Secondo lo stesso rapporto, nel 2024 la ricchezza netta totale delle famiglie europee ha raggiunto quota 70.200 miliardi di euro, segnando un aumento del 4,4% rispetto all’anno precedente. Una cifra gigantesca, che mostra come nel tempo il patrimonio privato continui a crescere anche in presenza di inflazione e instabilità economica.
E l’Italia? Non è affatto marginale: la ricchezza famiglie italiane rappresenta circa il 16% del totale dell’area euro. Davanti ci sono Germania (29%) e Francia (20%), mentre la Spagna si ferma al 13%. Questo colloca l’Italia in una posizione “alta” e spesso sottovalutata, soprattutto se si considera la percezione diffusa di un Paese perennemente in affanno.
Cos’è davvero la “ricchezza netta” e perché conta
Quando si parla di ricchezza famiglie italiane, si fa riferimento al concetto di ricchezza netta: un indicatore che include tutto ciò che una famiglia possiede, sottraendo ciò che deve.
In pratica dentro ci sono:
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Attività reali, come immobili e terreni
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Attività finanziarie, come conti correnti, titoli e azioni
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Passività, cioè prestiti e debiti (che vengono sottratti)
Il risultato finale permette di capire quanto una popolazione sia davvero “patrimonialmente forte”.
Ed è proprio qui che arriva un dato sorprendente: in Italia la ricchezza netta delle famiglie è pari a circa otto volte il reddito disponibile. Un valore superiore alla media dell’area euro (7,5), alla Francia (7,4) e alla Germania (7,2). Solo la Spagna fa meglio con 8,6.
Insomma, la ricchezza famiglie italiane regge, eccome.
Pochi debiti: il vero vantaggio delle famiglie italiane
Uno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda l’indebitamento. Perché una cosa è avere un patrimonio, un’altra è averlo “appesantito” dai debiti.
E qui la ricchezza famiglie italiane risulta avvantaggiata: le passività finanziarie rappresentano soltanto l’8,4% del totale delle attività. Il confronto è netto:
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Media area euro: 11,3%
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Germania: 9,7%
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Francia: 12,8%
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Spagna: 7,9%
Questo significa che, mediamente, le famiglie italiane hanno un livello di esposizione più basso e quindi una maggiore capacità di resistere a shock economici improvvisi.
Ma attenzione: questo dato può anche riflettere prudenza e difficoltà di accesso al credito. E se da un lato è un vantaggio, dall’altro potrebbe diventare un freno.

Il peso delle case nella ricchezza: forza o fragilità?
La componente principale della ricchezza famiglie italiane resta la casa. Gli immobili residenziali rappresentano circa il 43,9% delle attività complessive. È una quota enorme, anche se inferiore rispetto ad altri Paesi:
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Area euro: 51,6%
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Francia: 52,2%
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Germania: 53,2%
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Spagna: 60,6%
Questa differenza, secondo i dati, è legata anche al forte aumento dei prezzi delle abitazioni registrato negli altri Paesi europei negli ultimi anni.
Ma qui arriva il punto delicato: se la ricchezza famiglie italiane dipende così tanto dal mattone, cosa succede se il mercato immobiliare rallenta? O se le nuove generazioni non riescono più ad acquistare casa?
È qui che la “solidità” rischia di trasformarsi in vulnerabilità.
Depositi, liquidità e investimenti: come si muovono gli italiani
Un altro elemento centrale legato alla ricchezza famiglie italiane riguarda conti correnti e liquidità.
I depositi rappresentano l’11,2% delle attività, leggermente sotto la media dell’area euro (12,4%). Tuttavia la liquidità, ovvero la parte subito disponibile, è più alta della media: 1,6% contro 1,1%.
Inoltre, le attività “produttive” delle famiglie italiane (partecipazioni in imprese non quotate e beni non finanziari legati al lavoro) pesano per il 20,2%, circa 6 punti sopra la media europea. Questo indica che una parte della ricchezza famiglie italiane è collegata direttamente al tessuto imprenditoriale e familiare.
Mutui e tassi: il rischio torna a farsi sentire?
Il capitolo tassi è forse quello che più preoccupa, perché può ribaltare il quadro in poco tempo. L’Abi segnala che dopo i tagli della BCE, dal 2023 i tassi di mercato si sono ridotti gradualmente. Nel 2025, però, la discesa non è stata uguale su tutti i fronti: a breve termine c’è stato un calo più evidente, mentre sul lungo periodo i valori restano più rigidi.
Nel dettaglio:
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Euribor 3 mesi: circa 1,99% (luglio 2025)
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IRS 10 anni: circa 2,64%
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Tasso medio mutui casa: 3,17% (giugno 2025)
Il problema è semplice: se il costo del denaro resta alto, comprare casa diventa più difficile. E se comprare casa diventa più difficile, la ricchezza famiglie italiane rischia di non rinnovarsi nel tempo.
Conclusione: ricchi sulla carta, ma quanto durerà?
I numeri mostrano che la ricchezza famiglie italiane esiste, ed è persino superiore a quella di molte economie europee. Poche famiglie sono indebitate, tante possiedono immobili e una parte rilevante del patrimonio è stabile.
Ma proprio questa stabilità potrebbe trasformarsi in un’illusione pericolosa se il mattone rallenta, se i tassi restano sostenuti e se le giovani generazioni continuano a restare fuori dal mercato.
Perché la verità è questa: la ricchezza famiglie italiane appare forte oggi, ma potrebbe essere molto più fragile domani.

