PENSIONI: TUTTE LE VIE D’USCITA

By 10 Gennaio 2019 News
una coppia di anziani seduti su un divano grigio

Nel corso del 2019 sono otto le possibili vie d’uscita per i lavoratori che si affacciano alla pensione.

Pensioni: le vie d’uscita che i dipendenti potrebbero usare per andare anticipatamente in pensione sono ben otto.
Queste possibili vie d’uscita si andranno a sommare alla  Quota 100, non appena sarà approvato il decreto proposto dal governo.

La platea interessata all’uscita con quota 100 è di 190mila dipendenti privati(adesione stimata all’85%) e 160 mila dipendenti pubblici(adesione stimata all’85%)

Pensioni: le vie d’uscita quali sono?

  •  PENSIONE DI VECCHIAIA da 67 anni

dal primo gennaio la pensione di vecchiaia si può ottenere a 67 anni, sono necessari però 20 anni di contributi.
La pensione di vecchiaia è una prestazione erogata a domanda, in favore dei lavoratori iscritti all’Ago (assicurazione generale obbligatoria).

  • APE SOCIAL e VOLONTARIO da 63 anni

una pre-pensione che possono chiedere i disoccupati, chi assiste familiari disabili o persone con disabilità pari almeno al 74% e chi svolge lavori gravosi.

  • QUOTA 100 da 62 anni

il decreto dovrebbe essere approvato entro i primi 15 giorni di gennaio. I requisiti minimi per andare in pensione anticipata sono 62 anni di età e 38 di contributi. La prima via di uscita è il primo di aprile se si sono raggiunti i requisiti entro il 31 dicembre 2018.

  • OPZIONE DONNA da 58 anni

con il decreto Quota 100 è prevista la proroga di un anno per l’opzione donna, sarà per un solo anno ma le lavoratrici che raggiungeranno i criteri potranno andare in pensione anche negli anni successivi. Ovvero le dipendenti pubbliche nate nel 1959 con 35 anni di contributi e le lavoratrici autonome nate nel 1958 e 35 anni di contributi.

  • LAVORI GRAVOSI da 66 anni e 7 mesi

66 anni e 7 mesi sono i criteri per i lavoratori che effettuano lavori considerati gravosi. Oppure gli interessati devono avere 41 anni e 10 mesi(per le donne) e 42 e 10 mesi(gli uomini), in questi casi non scatta l’aumento della speranza di vita.

  • LAVORATORI PRECOCI da 41 anni di contributi

i lavoratori precoci possono accedere alla quota 41(con 41 anni di età e 5 mesi di contributi) senza limitazione sull’età anagrafica se hanno lavorato per almeno 12 mesi prima dei 19 anni. L’assegno spettante con quota 41 viene calcolato col sistema misto.

  • MESTIERI USURANTI da 61 anni e 7 mesi

il pensionamento anticipato per coloro che faranno lavori usuranti nel 2019 e fino al 2026 scatta con: quota 97,6 con 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi. Non scattano i rialzi dell’aspettativa di vita fino al 2026.

  • PENSIONE ANTICIPATA da 42/43 anni di contributi

la legge Fornero prevede l’annullamento di accesso alla pensione di vecchiaia a 67 e l’aumento i requisiti per il ritiro anticipato. Il nuovo decreto dovrebbe inserire delle norme che ripristino i vecchi requisiti per accedere all’uscita  anticipata aggiungendo una finestra di 3 mesi.

Secondo le simulazioni eseguite dall’Ufficio parlamentare di Bilancio sulle banche dati INPS molti sono coloro che andranno in pensione.  Con la Quota 100 300 mila lavoratori privati e pubblici, 74 mila lavoratori precoci, 60 mila pensionamenti anticipati e anche 90 mila assegni di vecchiaia, ma il taglio all’assegno potrà arrivare fino al 34,7%.