Negli ultimi anni l’Assegno Unico Universale è diventato uno dei principali strumenti di sostegno economico per le famiglie con figli. Tuttavia non tutti sanno che esistono diverse maggiorazioni che possono aumentare l’importo mensile ricevuto. Tra queste, una delle più importanti è la maggiorazione Assegno Unico dedicata alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano.
Questa maggiorazione Assegno Unico può arrivare fino a quasi 420 euro in più all’anno. Non si tratta quindi di una cifra simbolica, ma di un aiuto concreto che molte famiglie potrebbero ottenere senza saperlo. Il problema è che, spesso per mancanza di informazioni o per dati non aggiornati presso l’INPS, questo aumento rischia di andare perso.
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Cos’è la maggiorazione Assegno Unico per genitori lavoratori
La normativa che regola l’Assegno Unico è contenuta nel decreto legislativo 230 del 2021. Proprio questo provvedimento ha introdotto la maggiorazione Assegno Unico destinata ai nuclei familiari in cui entrambi i genitori percepiscono un reddito da lavoro.
Per accedere alla maggiorazione Assegno Unico non è necessario avere un contratto a tempo pieno o guadagnare oltre una determinata soglia. È sufficiente che entrambi i genitori abbiano un’attività lavorativa reale. Può trattarsi di lavoro dipendente, autonomo oppure di attività d’impresa.
La condizione fondamentale è quindi che il reddito provenga da lavoro. Al contrario, alcune forme di sostegno economico non vengono considerate reddito lavorativo e quindi non permettono di ottenere la maggiorazione Assegno Unico.
Ed è proprio qui che nasce uno degli equivoci più diffusi.
Il caso della NASpI: l’errore che può far perdere soldi
Molti genitori pensano che ricevere la NASpI – l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS – sia sufficiente per mantenere tutte le maggiorazioni dell’Assegno Unico. In realtà non è così.
La NASpI infatti è classificata come misura assistenziale temporanea e non come reddito da lavoro. Questo significa che, se uno dei genitori percepisce esclusivamente la NASpI, la famiglia continua comunque a ricevere l’Assegno Unico ma perde il diritto alla maggiorazione Assegno Unico prevista per le coppie di lavoratori.
Molte famiglie non sono consapevoli di questa differenza e scoprono solo in seguito di aver perso una parte dell’importo mensile. Si tratta di una situazione piuttosto frequente, soprattutto nei periodi di transizione tra un lavoro e l’altro.
La buona notizia è che la maggiorazione Assegno Unico può tornare ad essere riconosciuta. Questo avviene nel momento in cui il genitore che percepiva la NASpI trova una nuova occupazione o avvia un’attività lavorativa.
Una volta ripristinato il requisito del doppio reddito da lavoro, la famiglia può tornare a ricevere l’aumento previsto.
Quanto vale la maggiorazione Assegno Unico
L’importo della maggiorazione Assegno Unico non è uguale per tutti, perché dipende dall’ISEE del nucleo familiare. Il sistema è infatti basato su una scala progressiva.
Per le famiglie con un ISEE fino a 17.468,51 euro, la maggiorazione Assegno Unico raggiunge l’importo massimo di circa 34,90 euro al mese. Questo significa che, nel corso dell’anno, il beneficio può arrivare fino a 418,80 euro complessivi.
Man mano che l’ISEE aumenta, l’importo della maggiorazione Assegno Unico diminuisce progressivamente. Superata la soglia di 46.466,27 euro di ISEE, invece, la maggiorazione viene completamente azzerata.
Per i nuclei familiari con redditi medio-bassi, però, si tratta di un incremento significativo. In molti casi può fare la differenza nel bilancio familiare, soprattutto considerando l’aumento del costo della vita.
Proprio per questo motivo è importante verificare sempre se si ha diritto alla maggiorazione Assegno Unico.
Come non perdere la maggiorazione
Per evitare di perdere questo aumento è fondamentale mantenere aggiornata la propria situazione presso l’INPS.
Il primo passo è aggiornare regolarmente l’ISEE. Un indicatore non aggiornato può portare al riconoscimento di importi inferiori rispetto a quelli realmente spettanti, con il rischio di perdere la maggiorazione Assegno Unico.
Un altro aspetto importante riguarda la comunicazione dell’inizio di una nuova attività lavorativa. Quando uno dei genitori trova lavoro, è bene segnalare tempestivamente la variazione. Se il nuovo contratto non è ancora registrato negli archivi previdenziali, l’INPS potrebbe impiegare più tempo ad applicare la maggiorazione Assegno Unico oppure procedere con conguagli successivi.
Infine è sempre consigliabile controllare periodicamente la propria posizione. Questo può essere fatto tramite i servizi digitali dell’INPS oppure rivolgendosi a un CAF o a un patronato.
L’Assegno Unico è una misura pensata per adattarsi alla situazione economica reale di ogni famiglia. Tuttavia funziona correttamente solo se i dati sono aggiornati.
Molti genitori rischiano di ricevere meno di quanto spetterebbe semplicemente perché non conoscono tutte le regole della maggiorazione Assegno Unico o perché non comunicano tempestivamente le variazioni lavorative.
E proprio per questo motivo vale sempre la pena verificare la propria situazione: quei quasi 400 euro in più all’anno potrebbero spettare anche alla tua famiglia.


